Quello che noi comunemente chiamiamo “danaro” in sè non ha alcun valore essendo nella pratica, tecnicamente parlando, semplicemente un pezzo di carta, di metallo o addirittura un impulso elettronico. Questo “danaro” gira per il mondo sostanzialmente in due forme: “moneta contante” (pezzi di carta dette “banconote” e pezzi di metallo, diciamo “monetine”) oppure “moneta elettronica” (praticamente tutto il resto del “danaro” circolante nel mondo, c/c e cosi via).
La prima e più antica forma è costituita dal “contante” che attualmente circola in una percentuale davvero minima sul totale del “danaro”; davvero molto meno di quanto comunemente si possa pensare… di questa frazione di moneta circolante (il “contante”) una parte (le “banconote”) sono emesse, stampate, dalle BC (banche centrali) mentre le “monetine” vengono emesse dagli Stati.
L’altra forma più moderna di “danaro” è costituita dalla moneta “elettronica”, ossia da cifre elettroniche che passano tramite computer, da un conto all’altro. Questo tipo di moneta circolante è oggi come oggi assolutamente la maggioranza.
Altra particolarità e grande differenza tra la moneta attuale e quella circolante in passato è che la moneta oggi non è più convertibile in oro, cioè le banche non garantiscono più di scambiare le tue banconote in oro su tua richiesta, come accadeva in passato.
Fatta questa premessa chiarificatrice, possiamo aggiungere che il “danaro”, la “moneta” (indipendentemente se “contante” o “elettronica”) si distingue anche, di fatto, in due grandi categorie: monete “sovrane” e monete “non sovrane”.
Uno Stato a moneta “sovrana” (come gli USA, il Giappone, la Gran Bretagna o l’Italia all’epoca della Lira) può emettere moneta dal nulla inventandosela, letteralmente. Questi Stati con moneta sovrana generano letteralmente la propria moneta dal nulla… diciamo che la inventano… e i cittadini possono solo usarla, andandosela a cercare col lavoro o coi prestiti.
I Paesi che, invece, non hanno moneta sovrana (caso eccellente i Paesi della zona euro, Italia compresa), non possono emettere autonomamente moneta dal nulla per il semplice fatto stesso che essa (la moneta, esempio gli Euro) non è “sovrana” appunto, cioè non appartiene a queste nazioni. Quindi gli Stati sono sostanzialmente ridotti come i cittadini, cioè non potendo più generare la moneta autonomamente, possono solo usarla andandosela a cercare con i prestiti.
Questa grande distinzione è FONDAMENTALE ed ESSENZIALE per capire anche tutto quello che sta accadendo negli ultimi anni in Europa (zona Euro).
Per spiegare ulteriormente e definire quest’ultimo concetto, questa distinzione, bisogna dire che la moneta “sovrana” è sempre originata dallo Stato che la emette, in pratica lo Stato la “crea” dal nulla “monetizzando” i beni in circolazione per primo. Questo Stato può darla o sottrarla a piacimento (spendere o tassare) e non ne rimarrà mai senza. Si può in qualche modo ulteriormente spiegare in termini più pratici il funzionamento di uno Stato a moneta “sovrana” dicendo che esso (lo Stato) può spendere prima di avere la moneta in tasca, mentre i suoi cittadini possono spendere solo dopo aver incassato la moneta tramite il lavoro o i prestiti. Dal fatto stesso che questo Stato non può esaurire mai la propria moneta (proprio perchè la crea dal nulla), ne deriva che il cosi detto “debito pubblico” di fatto non costituirà mai un reale problema.
Negli Stati privi di moneta “sovrana” (esempio ne sono attualmente gli Stati della zona Euro in Europa mentre in passato la Russia o l’Argentina che fino al decennio passato aveva agganciato la sua moneta al dollaro con un cambio fisso), questa non può essere generata dal nulla perchè lo Stato non può “crearla” monetizzando per primo i beni in circolazione… per il semplice fatto che la moneta in questione non è di sua proprietà. In pratica in questa situazione gli Stati sono “ridotti” come i cittadini, ossia possono solo usare la moneta andandosela a cercare tramite prestiti sui mercati.